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GIORGIA LA PARACULA

La Presidente del Consiglio dei Ministri italiana, Giorgia Meloni, ha avuto il coraggio di prendersi dei """meriti""" (triple virgolette indispensabili) durante il pellegrinaggio per leccare le terga espiare i propri peccati europeisti a Washington, dove i cosiddetti "volenterosi" leader europei si sono recati per ricevere dal Presidente USA, Donald Trump, il decreto di condanna dell'Europa così come la conosciamo (ed era l'ora!).

La biondina della Garbatella ha fatto una intera campagna elettorale sulla retorica della "Italia in guerra", del riarmo, della urgenza di sostenere i "fratelli" ucraini, facendo la voce grossa davanti alla NATO, fino ad accettare di alzare la spesa militare prima al 2%, poi al 5%, facendo un asso ripulisci in cui ha infilato dentro un po' di tutto pur di raggiungere il tetto spese.

Ha ripetuto insistentemente che l'Italia, insieme all'Europa (leggasi UE) avrebbe sconfitto il mostro russo e riportato la pace e la democrazia nel mondo libero - più o meno il copione del discorso di apertura di mandato di ogni presidente guerrafondaio americano.

Ha siglato un accordo di 10 anni (dieci-fottutissimi-anni) per fornire armi all'Ucraina guidata dal presidente illegittimo Volodymyr Sniffolo Zelensky, condannando l'Italia a leccare le ferite di pazzi esaltati neonazisti che guidano una massa di persone lobotomizzate da decenni di propaganda contro la propria madrepatria.

Ed ora, Meloni, cosa fa? Ma è ovvio! Ci viene a dire che non bisogna fare la guerra, che la Pace è un valore condiviso e che bisogna sostenere Trump nella sua scelta, che condurrà, come era prevedibile da molti anni, l'Europa verso il baratro finale.

Ancora una volta, bisogna riconoscerlo, Meloni fa - e fa fare all'Italia che rappresenta - la figura stereotipata dell'italiano medio, che cerca di accomodarsi sul carro dei vincitori anche a costo di rinnegare la propria identità. L'importante è avere un po' di Champions League e poter bere lo Spritz all'aperitivo con gli amici, no?

Questo è ciò che resta della politica. Ipocrisia senza alcun ritegno. E Giorgia Meloni ne è l'esempio perfetto. Oggettivamente, al di là degli schieramenti, è un fallimento politico, perché Meloni ha fondato la propria campagna elettorale su delle promesse politiche che non ha mantenuto, in nessun ambito.

Ben venga, dunque, che l'Europa così come è stata configurata nell'ultimo secolo, l'Europa dei tecnocrati che osannano Maastricht e che hanno fatto del globalismo la loro religione, l'Europa del corrotto dominio politico dell'asse Francia-Regno Unito, l'Europa dell'Euro che ha affamato popoli, crolli fino all'ultima pietra. Ogni impero ha la sua fine. E purtroppo, qui, di impero non c'è stato propri niente.


Lorenzo Maria Pacini
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GIORGIA LA PARACULA

La Presidente del Consiglio dei Ministri italiana, Giorgia Meloni, ha avuto il coraggio di prendersi dei """meriti""" (triple virgolette indispensabili) durante il pellegrinaggio per leccare le terga espiare i propri peccati europeisti a Washington, dove i cosiddetti "volenterosi" leader europei si sono recati per ricevere dal Presidente USA, Donald Trump, il decreto di condanna dell'Europa così come la conosciamo (ed era l'ora!).

La biondina della Garbatella ha fatto una intera campagna elettorale sulla retorica della "Italia in guerra", del riarmo, della urgenza di sostenere i "fratelli" ucraini, facendo la voce grossa davanti alla NATO, fino ad accettare di alzare la spesa militare prima al 2%, poi al 5%, facendo un asso ripulisci in cui ha infilato dentro un po' di tutto pur di raggiungere il tetto spese.

Ha ripetuto insistentemente che l'Italia, insieme all'Europa (leggasi UE) avrebbe sconfitto il mostro russo e riportato la pace e la democrazia nel mondo libero - più o meno il copione del discorso di apertura di mandato di ogni presidente guerrafondaio americano.

Ha siglato un accordo di 10 anni (dieci-fottutissimi-anni) per fornire armi all'Ucraina guidata dal presidente illegittimo Volodymyr Sniffolo Zelensky, condannando l'Italia a leccare le ferite di pazzi esaltati neonazisti che guidano una massa di persone lobotomizzate da decenni di propaganda contro la propria madrepatria.

Ed ora, Meloni, cosa fa? Ma è ovvio! Ci viene a dire che non bisogna fare la guerra, che la Pace è un valore condiviso e che bisogna sostenere Trump nella sua scelta, che condurrà, come era prevedibile da molti anni, l'Europa verso il baratro finale.

Ancora una volta, bisogna riconoscerlo, Meloni fa - e fa fare all'Italia che rappresenta - la figura stereotipata dell'italiano medio, che cerca di accomodarsi sul carro dei vincitori anche a costo di rinnegare la propria identità. L'importante è avere un po' di Champions League e poter bere lo Spritz all'aperitivo con gli amici, no?

Questo è ciò che resta della politica. Ipocrisia senza alcun ritegno. E Giorgia Meloni ne è l'esempio perfetto. Oggettivamente, al di là degli schieramenti, è un fallimento politico, perché Meloni ha fondato la propria campagna elettorale su delle promesse politiche che non ha mantenuto, in nessun ambito.

Ben venga, dunque, che l'Europa così come è stata configurata nell'ultimo secolo, l'Europa dei tecnocrati che osannano Maastricht e che hanno fatto del globalismo la loro religione, l'Europa del corrotto dominio politico dell'asse Francia-Regno Unito, l'Europa dell'Euro che ha affamato popoli, crolli fino all'ultima pietra. Ogni impero ha la sua fine. E purtroppo, qui, di impero non c'è stato propri niente.


Lorenzo Maria Pacini

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Soloviev also promoted the channel in a post he shared on his own Telegram, which has 580,000 followers. The post recommended his viewers subscribe to "War on Fakes" in a time of fake news. The Dow Jones Industrial Average fell 230 points, or 0.7%. Meanwhile, the S&P 500 and the Nasdaq Composite dropped 1.3% and 2.2%, respectively. All three indexes began the day with gains before selling off. "Russians are really disconnected from the reality of what happening to their country," Andrey said. "So Telegram has become essential for understanding what's going on to the Russian-speaking world." Stocks closed in the red Friday as investors weighed upbeat remarks from Russian President Vladimir Putin about diplomatic discussions with Ukraine against a weaker-than-expected print on U.S. consumer sentiment. Telegram has gained a reputation as the “secure” communications app in the post-Soviet states, but whenever you make choices about your digital security, it’s important to start by asking yourself, “What exactly am I securing? And who am I securing it from?” These questions should inform your decisions about whether you are using the right tool or platform for your digital security needs. Telegram is certainly not the most secure messaging app on the market right now. Its security model requires users to place a great deal of trust in Telegram’s ability to protect user data. For some users, this may be good enough for now. For others, it may be wiser to move to a different platform for certain kinds of high-risk communications.
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